Archivio per Marzo, 2009

Radiohead – In Rainbows

Posted in musica on 29 Marzo, 2009 by bustio

E’ il 2007 l’anno in cui i Radiohead cercano di fare a pezzi il mercato musicale, proponendo la vendita del loro nuovo album solo in rete in formato digitale, facendo uscire contemporaneamente un box con 2 CD e 2 vinili per i più esigenti. Successivamente il disco uscirà ugualmente nei negozi, ma non per una major (i Radiohead infatti non sono più sotto contratto con la EMI), bensì per un’etichetta indipendente che pubblica il disco con una confezione “ecologista”.Il titolo del disco è In Rainbows,ed è proprio qui che i Radiohead estendono i sette colori dell’arcobaleno ad un prisma infinito di sfumature e suoni che restano sospesi nell’aria, eterei e irraggiungibili.15 step è la saltellante canzone d’apertura, quasi ironica nella sua apparente allegria che infatti presto soccombe, sotterrata da devastanti accordi minori. Bodysnatchers è rock, veloce, con suoni che nel mezzo della canzone  si elevano dal terreno librandosi nell’aria dopo aver toccato un suolo reso fangoso dalla pioggia sporca dalle distorsioni fino al delirante finale.La calma viene ristabilita con Nude, dove un basso pulsante fornisce l’esoscheletro sul quale si costruiscono tutti i morbidi suoni che creano una sospensione fra dolcezza e tristezza…la voce di Yorke sale in cielo e lì resta…a galleggiare nell’aria… Continuando a fluttuare arrivano gli incroci di chitarra di Weird Fishes / Arpeggi che si trasformano in una gelida fuga, lontano dal luogo dove si è toccato il fondo.All I Need si muove in territori profondi e scuri…ha un incedere triste,e, quasi minaccioso…sembra quasi sepolta in un luogo scuro e senza via d’uscita…poi qualcosa si libera e si viene proiettati di nuovo verso l’aria…Faust Arp cambia lo scenario, è un alba fresca vista dalle propaggini di un boschetto, perfetta nella sua semplicità e nei suoi suoni mattutini. I saltelli di 15 steps ritornano su Reckoner, ma vestiti da un aspetto totalmente malinconico…malinconia che si ripercuote su House of cards, che porta con se un senso di smarrimento, mentre le note si sciorinano pare di camminare in un luogo desolato, con l’eco dei suoni in sottofondo e con suoni angoscianti che trovano spazio senza fatica. Poi la corsa frenetica di Jigsaw Falling Into Place, un’ intensità uniformemente accelerata, disperata nelle sue invocazioni fino all’inevitabile finale.Videotape sigilla il disco come che fosse un epitaffio perfetto. Perfetto nella sua tristezza, nei suoi suoni stratificati ma mai pesanti, in ogni sua espressione vocale e in ogni parola…e in tristezza il disco finisce di girare, dopo che in tristezza ha girato per più di un’ora.

 

Chiunque si sia accaparrato il Discbox può ascoltare anche il secondo CD di in Rainbow…CD che attacca con MK1 praticamente il raccordo con Vidotape,l’ultima traccia del disco ufficiale,con accordi di piano sospesi in uno stroma svuotante. Down is the new up cozza decisamente contro la precedente e ritroviamo le sonorità tipiche di tutto il primo disco, con numerosi inserti di chitarra e orchestra che si inseriscono a tradimento su un ritmo vagamente saltellante; si dice che questo titolo sia la frase rivelatoria del video di Just. Go slowly è un invito al rallentamento che quasi ci ricorda Ok Computer, con una grossa vena di malinconia dietro e con una coda che di fatto è la seconda versione di There There rivisitata in chiave slow. MK2 è un delirio sonoro sintetizzato con suoni immaginifici. Last flowers torna nel campo della ballata, altalenante e suadente! Up on the ladder unisce un riff e un ritmo accattivante alla I might be wrong riletta alla luce degli ultimi arcobaleni dei Radiohead, perciò piena di suoni profondi ma estesi…segue Banger + Mash, delirio ossessivo – compulsivo con Yorke impegnato a suonare la batteria! 4 minute warning è la perla finale…avvolta da nubi di suono bianco con voce supportata da pochi strumenti raggiunge la perfezione con la sua semplicità…e tutto si chiude così…con quest’ultimo piccolo brivido!