Radiohead – The Bends

Posted in Uncategorized on 30 gennaio, 2010 by bustio

Il primo vagito di Pablo Honey era stato emesso…ma in The Bends i Radiohead iniziano ad avere altre visioni, altro atteggiamento, rimane un certo lato depressivo che comunque resterà sempre una caratteristica delle teste di radio, ma la forma canzone inizia ad essere più elaborata e più pensata!

Fin dall’attacco di Planet Telex si capisce che qualcosa nelle teste dei cinque sta crescendo…echi e delay sospendono l’ascoltatore per poi farlo atterrare sulle reminescenze brit di The Bends…con le chitarre distorte di Ed O’Brien e Jonny Greenwood a farla da padrone!

High and Dry è quasi una preghiera intima a qualcuno che si sta perdendo…una piccola gemma pop che già illumina il disco…ma stavolta bisogna colpire per uccidere…e Fake Plastic Trees completa un uno-due micidiale…una amara constatazione di vite ordinarie che permette alla voce di Thom Yorke di volare alto sostenuta da chitarre malinconicamente spinte verso il cielo…se solo potessi essere chi vuoi…sempre…è questo il sospiro finale di quella che forse fin’ora è la canzone più ispirata dei Radiohead.

Bones interrompe l’atmosfera riflessiva delle canzoni precedenti avvicinandosi più a Pablo Honey piuttosto che al nuovo corso dei RH…mentre con (Nice Dream) l’aria si fa nuovamente più rarefatta, a tratti caotica e vibrante, per poi planare di nuovo sul mare della tranquillità.

Ma probabilmente è ora di darci un taglio…l’attacco di Just è una fucilata…la canzone tirata fino allo stremo ma in maniera intelligente…qui non si parla più di brit-pop ormai…Jonny Greenwood riesce a rendere spastica la sua chitarra…la sezione ritmica di Selway e di Colin Greenwood detta i tempi… do it to yourself!!!

My iron lung pare riportare il tutto in una dimensione più elegiaca come ad inizio disco…ma l’ascoltatore non può certo prevedere le violente accelerazioni che quasi lo fagocitano senza preavviso!

Bullet proof…I wish I was strizza l’occhio agli U2 con i suoi morbidi appeggi chitarristici…mentre se si parla di melodie immortali non si può non citare Black Star nella sua perfezione?

E Sulk fa la sua parte evidenziando un paio di influenze Morryseyane!

Street Spirit appare quasi slegata da tutto il resto…un arpeggio continuo di chitarra…la malinconia si impossessa improvvisamente di tutto…voci…chitarre che si intrecciano con alti e bassi che si contrastano…chi avrebbe mai detto che i Radiohead avrebbero mai fatto questo?

Immerse your soul in love…questo è l’ultimo messaggio che ci viene lasciato in questo sconcertante atto finale ripieno di bellezza.

A volte capita…

Posted in musica on 28 gennaio, 2010 by bustio

A volte capita che qualcosa si interrompa senza tuttavia rompersi, anche le cose che sembrano incorruttibili ma in fin dei conti sai da sempre che non può essere così…dispiace…inutile…dispiace…ma sono stati gli anni migliori della nostra vita probabilmente!

Un saluto a te batteraio!

Beach Boys – God Only Knows

Posted in musica on 25 gennaio, 2010 by bustio

God only knows what I’d be wthout you…

Radiohead – Pyramid Song

Posted in musica on 18 gennaio, 2010 by bustio

Un tuffo dove l’acqua è più blu…sempre di più…più o meno però…molto più o meno….

I jumped in the river and what did I see?
Black-eyed angels swimming with me
A moon full of stars and astral cars
All the figures i used to see

All my lovers were there with me
All my past and futures
And we all went to heaven in a little row boat
There was nothing to fear and nothing to doubt

I jumped in the river
Black-eyed angels swimming with me
A moon full of stars and astral cars
All the figures i used to see

All my lovers were there with me
All my past and futures
And we all went to heaven
In a little row boat

There was nothing to fear and nothing to doubt
There was nothing to fear and nothing to doubt
There was nothing to fear and nothing to doubt
There was nothing to fear and nothing to doubt

Mi sono gettato nel fiume e cosa ho visto?
Angeli degli occhi neri nuotavano con me
Una luna piena di stelle e di macchine astrali
E tutte le apparizioni che ero solito vedere

Tutti coloro che avevo amato erano lì con me
Il mio intero passato e i miei possibili futuri
E siamo andati tutti in paradiso su una piccola barca a remi
Non c’era niente di cui aver paura e niente di cui dubitare

Mi sono gettato nel fiume
Angeli degli occhi neri nuotavano con me
Una luna piena di stelle e di macchine astrali
E tutte le apparizioni che ero solito vedere

Tutti coloro che avevo amato erano lì con me
Il mio intero passato e i miei possibili futuri
E tutti insieme siamo andati in paradiso
Su una piccola barca a remi

Non c’era niente di cui aver paura e niente di cui dubitare
Non c’era niente di cui aver paura e niente di cui dubitare
Non c’era niente di cui aver paura e niente di cui dubitare
Non c’era niente di cui aver paura e niente di cui dubitare

Franco Battiato – La Cura

Posted in Uncategorized on 15 gennaio, 2010 by bustio

Un anno e mezzo u.u

Radiohead – Pablo Honey

Posted in musica on 15 gennaio, 2010 by bustio

Non so chi sia Pablo e non so chi gli abbia fornito il miele.

Non so neanche perchè sia un argomento interessante di cui parlare, giusto i Jerky Boys si erano interessati alla cosa…non credo che possa essere interessante scriverci qualcosa su…eppure qualcuno ci ha fatto un disco…quindi la questione cambia in maniera sensibile!

Era il 1993…ero decisamente troppo giovane per rendermi conto…e non so neanche quanto si possa essere consapevoli di una cosa chiamata ventitrè ottavi (23/8) eppure è da li che si parte…il primo urlo dei Radiohead parte da li…You…la voce di uno Yorke che ha ascoltato tanto Jeff Buckley incrociandolo spesso con Bono si rifrange su chitarre a tratti suadenti e a tratti ingolfate in un alternarsi continuo di amore e rassegnazione e che continua in quel manifesto degli sfigati, quella sorta di autocelebrazione della propria miserevole condizione che è Creep, una canzone dolce come il miele e dura come un pugno allo stomaco, una specie di parete liscia e impossibile da scalare messa in musica e tradotta in riverberi, echi e magnificenze distorsive…una sorta di agonia dove è semplice rifugiarsi e cullarsi nel proprio dolore. E poi via…ci si butta a capofitto nel brit pop condito di punk di How do you con i suoi strabismi finali…per poi ripiombare nella frustrazione…una sola preghiera…smettete di sussurrare, smettete di urlare…Stop Whispering…note eteree accompagnano l’ennesima richiesta di un disadattato…stop shouting…please…tanto si sa che gli altri sono tanto migliori di me…troppo in alto…e anche tu sarai sempre troppo in alto per me…Thinking about you nella sua scarna interpretazione per voce e chitarra dice questo in maniera secca quanto efficace…ma in fin dei conti non importa…perchè chiunque può suonare la chitarra (Anyone can play guitar.)…e tutto sarà come il Paradiso…basta farsi crescere i capelli alla Jim Morrison…il tutto condito sempre in una salsa brit pop che presto sarà solo un ricordo…ma che per il momento si ripercuote su Ripcord e Vegetable…Prove yourself ha una marcia in più nelle atmosfere e nei suoni…l’ennesimo atto di insofferenza nei confonti del mondo circostante…come I can’t è l’ennesimo rapporto che sta andando male…in Lurgee però la voce di Yorke si staglia sugli arpeggi saturi delle chitarre che in volo alto si incrociano e si specchiano l’una sull’altra come una liberazione…fino ad arrivare a Blow out…che forse intende essere la base della futura Knives out…che verrà un paio di mondi paralleli più in la…ancora le teste di radio che ascoltavano gli Smiths e i Talking heads non sapevano….nessuno poteva sapere…nella vita si cresce si invecchia…e probabilmente non sempre è un male!

Il primo vagito è imperfetto anche se ha dei bei toni…ma è solo l’antipasto a quello che succederà…

Climbing up on Solsbury Hill…

Posted in musica on 12 gennaio, 2010 by bustio

Passo dopo passo si avanza nella città mentre il freddo taglia la faccia e ti costringe a tenere le mani in tasca…Natale è appena passato e Gennaio è lungo…eppure una canzone sentita quasi per caso in in quel cubo scuro che manda immagini che rincretiniscono il paese…fa svegliare il sapore del caldo tiepido…sveglia il camminare senza pesi addosso…con i piedi sul prato…immaginando di vedere luci fioche in lontananza…

Climbing up on Solsbury Hill
I could see the city light
Wind was blowing, time stood still
Eagle flew out of the night
He was something to observe
Came in close, I heard a voice
Standing stretching every nerve
Had to listen had no choice
I did not believe the information
I just had to trust imagination
My heart going boom boom boom
“Son,” he said, “Grab your things, I’ve come to take you home.”
To keepin’ silence I resigned
My friends would think I was a nut
Turning water into wine
Open doors would soon be shut
So I went from day to day
Tho’ my life was in a rut
‘Till I thought of what I’d say
Which connection I should cut
I was feeling part of the scenery
I walked right out of the machinery
My heart going boom boom boom
“Hey,” he said, “grab your things, I’ve come to take you home.”
When illusion spin her net
I’m never where I want to be
And liberty she pirouette
When I think that I am free
Watched by empty silhouettes
Who close their eyes,but still can see
No one taught them etiquette
I will show another me
Today I don’t need a replacement
I’ll tell them what the smile on my face meant
My heart going boom boom boom
“Hey,” I said, “You can keep my things, they’ve come to take me home.”

Sparklehorse – Happy Man

Posted in musica on 11 gennaio, 2010 by bustio

A volte qualcuno si sente come che ci si fosse appena svegliati dentro lo stomaco di un cavallo dagli occhi pazzi, che ha appena finito la sua corsa schiantandosi contro i cancelli di un cimitero!

E ci scrive una canzone

if I had
if I had more
more would be laid at your feet

if you give me
just a little smile
the dogs on my trail wouldn’t
drag me back to jail

I woke up in a horse’s
stomach one foggy morning
his eyes were crazy and he smashed
into the cemetery gates

all I want is to be a happy man
all I want is to be a happy man

I’ve seen teeth
across the horizon
fangs spanning yellow against the earth

there ain’t nothing, yeah but ghosts
fever, rabbit dreams, and drunken boats

I woke up in a horse’s
stomach one foggy morning
his eyes were crazy and he smashed
into the cemetery gates

all I want is to be a happy man
all I want is to be a happy man

I woke up in a horse’s
stomach one foggy morning
his eyes were crazy and he smashed
into the cemetery gates

all I want is to be a happy man
all I want is to be a happy man
all I want is to be a happy man
all I want is to be a happy man
all I want
all I want
all I want
all I want

Buon Natale!

Posted in Uncategorized on 24 dicembre, 2009 by bustio

Per Natale decido addirittura di rispolverare il mio vecchio blog…il mio vecchio e arcaico blog che ormai è stato sopraffatto da altri social network tipo facebook  o twitter…purtroppo!

A chiunque passi di qui…anche solo per caso…Buon Natale!

qualche tempo fa…

Posted in Uncategorized on 16 luglio, 2009 by bustio

Ieri ero impegnato !

…un anno…ti amo…